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08.09.2021
Ferrovie, sindacati italiani e austriaci: L’Europa ha bisogno anche dei ferrovieri. L'Ue faccia di più a livello normativo e di sicurezza
Comunicato

"Se il trasporto merci transfrontaliero su rotaia riuscirà davvero a collegare l'Europa, come simbolicamente annunciato dal Connecting Europe Express (CEE) che, nella giornata di domani, giovedì, in occasione dell'Anno Europeo della Ferrovia, fa tappa al Brennero, dipenderà anche dall'esito della standardizzazione dei sistemi infrastrutturali necessari e dall'adeguare condizioni di lavoro e competenze del personale in modo sostenibile.

Più di 1 milione di persone lavorano oggi in Europa nel settore ferroviario. Quale contributo all'evento delle Ferrovie dello Stato Italiane FS e delle ÖBB, noi - i sindacati dei ferrovieri d'Italia (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti) e Austria (Vida), associati alla Federazione europea dei lavoratori dei trasporti (ETF) - chiediamo alla Commissione Europea, alle autorità nazionali e ai rappresentanti delle ferrovie di:

- introdurre in maniera uniforme in tutta Europa, nel processo di revisione della direttiva europea sulla certificazione dei macchinisti prevista per il 2022, un unico quadro normativo vincolante per tutte le imprese ferroviarie dei paesi membri, che innalzi gli standard di sicurezza e qualità, con chiari requisiti per la formazione del personale in termini di durata e di qualità di livello elevato, sia per quanto riguarda la patente di guida che i certificati complementari.

- Allo stesso modo, il requisito di competenza linguistica per i macchinisti a livello B1 è ancora necessario, almeno fino a quando l'idea di una lingua ferroviaria unica in Europa esiste solo sulla carta. Per mantenere un alto livello di sicurezza nella circolazione, resta indispensabile garantire una comunicazione inequivocabile nella lingua parlata a livello nazionale.

- garantire la verifica dell'orario di lavoro e di riposo dei ferrovieri impiegati anche in servizi transfrontalieri attraverso un sistema di rilevamento europeo, omogeneo e armonizzato, installato direttamente sul treno: l'Europa non può permettersi di alimentare il dumping sociale agevolando condizioni di concorrenza sleale, con il concreto rischio di ridurre l'alto livello di sicurezza delle ferrovie".

Bahn: Gewerkschaften fordern, EU muss mehr für Regulierung und Sicherheit tun

Connecting Europe Express-Halt am Brenner: Italienische und österreichische Gewerkschaften für einheitliche Ausbildungsstandards für Bahnpersonal

Ob der grenzüberschreitende Schienengüterverkehr tatsächlich Europa verbindet, wie dies der morgen, Donnerstag, am Brenner haltende Connecting Europe Express (CEE) symbolträchtig zum europäischen Jahr der Schiene signalisieren soll, wird auch davon abhängen, ob es gelingt, die dafür notwendigen Systeme zu vereinheitlichen und die Beschäftigungsbedingungen sowie Kompetenzen der mehr als eine Million Beschäftigten im europäischen Eisenbahnsektor nachhaltig zu gestalten.

Begleitend zum morgigen Festakt der italienischen Staatsbahn FS und der ÖBB am Brenner stellen daher die in der Europäischen Transportarbeiter Föderation (ETF) zusammengeschlossenen Eisenbahn- und Verkehrsgewerkschaften aus Italien (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti) und Österreich (Gewerkschaft vida) Forderungen an die Europäische Kommission, nationalen Behörden und Managements der Bahnen:

- Im Zuge der für 2022 geplanten Überarbeitung der europäischen Richtlinie zur Zertifizierung von TriebfahrzeugführerInnen, muss ein verbindlicher Rahmen mit einheitlichen Vorgaben betreffend Dauer und Qualität der Ausbildung auf hohem Niveau - für Fahrerlaubnis und Zusatzbescheinigungen - europaweit einheitlich gewährleistet werden.

- Die Anforderung an die Sprachkompetenz von TriebfahrzeugführerInnen auf dem Niveau B1 muss erhalten bleiben, solange die Vision einer einheitlichen Eisenbahnsprache in Europa nur am Papier existiert. Zur Aufrechterhaltung des hohen Sicherheitsniveaus ist es unerlässlich, eine unmissverständliche Kommunikation in der Landessprache zu sichern.

- Die Aufzeichnung der Arbeitszeit jener EisenbahnerInnen, die grenzüberschreitend eingesetzt sind, muss durch ein einheitliches harmonisiertes europäisches System direkt am Zug gewährleistet werden, da Europa nicht auf der Basis von Sozialdumping und unfairen Wettbewerbsbedingungen aufgebaut sein darf, weil das letztendlich auch das hohe Sicherheitsniveau der Bahnen gefährden würde.