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25.01.2012
Commissione Tecnica Movimento
Comunicato

In data 24 gennaio 2012, presso il Centro Studi Fit Cisl, si è riunita la Commissione Tecnica Movimento che ha visto la partecipazione di una folta rappresentanza proveniente dalle varie realtà territoriali di Dtp e di Coer.

I numerosi interventi hanno delineato un quadro sommariamente omogeneo composto da molteplici atti unilaterali portati avanti da Rfi e che stanno determinando una situazione oramai insostenibile. Tali interventi consistono in un progressivo accentramento dei Dco Territoriali, declassamento delle Stazioni, svuotamento degli Rtm, numerose economie a cui si sono aggiunti i provvedimenti di chiusura delle linee in periodi di assenza di circolazione treni.

Sostanzialmente, da parte di Rfi, viene portata avanti una politica di brutale applicazione di specifici modelli di organizzazione del lavoro, eludendo in primis il confronto nazionale mentre, a livello territoriale, viene solo richiesta una ratifica delle azioni organizzative predisposte. Ma vi è anche un forte tentativo di considerare sepolto l'attuale articolato contrattuale, in particolar modo per quanto riguarda il capitolo delle Relazioni Industriali, cercando di relegare il Sindacato, in tutte le sue articolazioni, in un ruolo marginale.

Di fatto, questo quadro determina, sia un sistematico "picconaggio" ad una cultura del Movimento, sia una rielaborazione, in maniera impropria, del reticolo infrastrutturale ferroviario.

Da parte della Commissione Tecnica Movimento è stata data una notevole rilevanza anche agli effetti che si stanno determinando sul personale a seguito dei provvedimenti unilaterali di Rfi, in particolar modo all'esasperazione del concetto di mobilità senza alcun conforto sotto forma di sistemazione logistica e che riguarda anche personale ultracinquantenne e all'aumento esponenziale della pressione psicologica nelle sale Coer che ha determinato alcuni malori. Ma è stato anche rimarcato il problema delle competenze in materia di sicurezza dell'esercizio in capo agli Rtm che risultano essere prive di personale; come pure la questione della pressoché assenza di aggiornamento professionale. D'altra parte manca una vera e propria politica del personale, che tenga anche conto di un processo indispensabile di turn-over. Questo per accennare alcune questioni, ma le segnalazioni sono state numerose e tutte tese a chiedere di far riconsiderare tali scelte a Rfi e riaprire un confronto vero in cui le istanze e le proposte del Sindacato abbiano un ruolo primario.

In tale contesto è evidente che il pervenire ad una organizzazione del lavoro, rispettosa dei diritti di chi vi opera, a partire dall'aspetto legato alla salute e sicurezza, che sia Coer oppure Stazione, serve anche per affrontare, in maniera più funzionale e molto meno impattante, il momento dell'avvio all'attività commerciale dell'Impresa Ferroviaria Ntv.

Nell'ambito della Commissione Tecnica è emersa anche l'inspiegabilità di questo accanimento di Rfi nel distruggere sistematicamente lavoro, anche in realtà in cui vi sono impianti tecnologicamente avanzati e di recente aggiornamento.

Sicuramente, pur riconoscendo la complessità del momento, anche in considerazione delle disposizioni "liberalizzatrici" in tema di trasporto ferroviario, vi è, coinvolgendo le altre OO.SS., la necessità di far fronte comune per affrontare e superare questa fase difficile ma cruciale della storia ferroviaria italiana, riaffermando il ruolo centrale del Sindacato in tema di Relazioni Industriali.

La Segreteria Nazionale