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06.06.2016
Servizi ambientali
Due morti bianche in pochi giorni: il 7 giugno è sciopero dei lavoratori dell'igiene ambientale

Anche il 5 giugno, come in molti altri giorni, è avvenuto un incidente mortale sul posto di lavoro. Nel settore dell'igiene ambientale tutto ciò sta diventando una drammatica costante. Lo dichiarano Fp-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel.

Il 5 giugno un operaio kosovaro - di cui non sappiamo ancora il nome - è deceduto nell'impianto compostaggio Ama a Rocca Cencia, schiacciato tra una pala meccanica e un compattatore dei rifiuti mentre lavorava per conto di una ditta esterna. A guidare il mezzo da lavoro vi era il fratello della vittima, un cittadino kosovaro di 43 anni al lavoro per la medesima ditta. Il nostro collega 34enne è deceduto dopo il trasporto d'urgenza in ospedale.

Il 24 maggio a Civita Castellana (VT), Paolo Pinto di 40 anni ha perso la vita schiacciato dal portellone del camion mentre lavorava in un'azienda che tratta rifiuti speciali. Per lui non c'è stato nulla da fare. E' morto sul colpo.

Sono gli ultimi due colleghi deceduti. La tragedia degli infortuni mortali nel ciclo dei rifiuti sta assumendo delle dimensioni terrificanti.

Esprimiamo, anche per conto di tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore, la più sentita solidarietà e il cordoglio alle famiglie delle vittime, mostrando profonda rabbia e il terrore che questi incidenti mortali stanno suscitando tra i lavoratori del comparto.

Da troppo tempo ci troviamo a commentare tragedie sui nostri posti di lavoro, a chiedere che la magistratura accerti le cause per ogni singolo incidente, chiedendo maggiori attenzioni per un lavoro fondamentale ma oramai schiacciato dalle logiche del mercato senza regole.

Forse implorare non serve a nulla ma noi continuiamo a farlo chiedendo un impegno forte e immediato per il settore, che metta al centro il tema della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.

Ora viviamo il nostro dolore con la rabbia che serve in questa battaglia quotidiana, dove l'indifferenza uccide lentamente; martedì 7 giugno 2016 ci fermiamo per 50 minuti a fine turno per ricordare Paolo e il ragazzo venuto dal Kosovo.