Archivio La Voce dei Ferrovieri

La voce dei Ferrovieri
02.06.2009
Periodico di
Giugno 2009
n.
6
Viareggio. Il nome di un’Italia che non ne può più
L’ecatombe ferroviaria di Viareggio capovolge tragicamente, nell’immaginario collettivo, il nome di un luogosimbolo di quello che una volta si definiva, anche nel mondo il Bel Paese. Fin quando assisteremo al progressivo saccheggio del patrimonio umano, economico, ambientale, che potenti lobby continuano a perpetrare a danno della collettività, distruggendone il futuro? La tragedia di Viareggio ancora una volta ha illuminato con bagliori di fuoco una catena di perversità che lega la colpevole decadenza della cultura dei controlli, della manutenzione, della sicurezza, della responsabilizzazione; la follia delle liberalizzazioni senza regole; le dimissioni dell’autorità pubblica non solo come fonte normativa ma anche come titolare delle politiche del settoretrasporti e perfino come azionistaproprietaria di FS. Voce nel deserto, siamo solo noi a gridare che “Al Paese serve il treno!” mentre addirittura politici ipocriti e senza vergogna ci accusano di essere “troppo moderati”. Il sindacato non può rovesciare, con le sue sole forze, la tendenza alla destrutturazione del sistema ferroviario e dei trasporti. Può solo fare leva sulla sua capacità di contrattazione e di valorizzazione delle risorse umane, sociali e professionali dei lavoratori. Non è tutto ciò che occorre. Ma è tanto se riusciremo ad usare tale leva in modo solidale ed unitario.