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Chiudere le questioni in sospeso

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Documenti - Chiudere le questioni in sospeso

30 Aprile 2024

L’operazione Ita-Lufthansa definita da maggio 2023 è ancora in attesa del via libera diBruxelles, intanto è iniziata la campagna elettorale per le elezioni del Parlamento Europeo e per i contratti in corso di rinnovo occorre uscire dalla fase di stallo

I risultati di Ita

A fine marzo 2024 i vertici di Ita-Airways, muovendo dai risultati registrati nel corso del 2023, hanno raccontato una compagnia in buona salute e che ha raggiunto il pareggio di bilancio con un anno di anticipo rispetto ai tempi programmati. Il vettore italiano ha chiuso l’anno con un miglioramento di 481 milioni di euro rispetto al 2022 e 450 milioni di euro in cassa comprensivi dei 250 milioni di euro di aumento di capitale versati dal Mef. I passeggeri trasportati sono stati circa 15 milioni e hanno prodotto circa 2,4 miliardi di euro di ricavi. Tuttavia, l’assenza del via libera di Bruxelles al perfezionamento dell’operazione Ita-Lufthansa impedisce a Ita di raggiungere gli obiettivi di sviluppo stabiliti nel piano industriale. Una situazione caratterizzata da luci e ombre che dimostra che Ita, anche grazie agli accordi sindacali sottoscritti, sta cogliendo parte delle opportunità offerte dal florido mercato del trasporto aereo italiano ma che, sebbene vi sia stato un consolidamento delle attività, non si sono ancora create le condizioni volte a garantire lo sviluppo del vettore. La Commissione europea sta ancora valutando l’effettiva realizzazione dei vincoli posti e, in assenza di ulteriori rinvii, comunicherà le proprie decisioni entro il 6 giugno 2024.

Come abbiamo più volte ribadito, la liberalizzazione del mercato del trasporto aereo ha determinato condizioni tali per cui una compagnia delle dimensioni di Ita non riesce a stare sul mercato da sola. Il matrimonio con Lufthansa rappresenta per la compagnia un’opportunità per imboccare la via dello sviluppo producendo benefici sia per l’azienda che per il nostro Paese. Una opportunità tanto legittima quanto realizzabile atteso che il mercato del trasporto aereo italiano è in continua crescita e nel 2023 ha fatto registrare un incremento dei dati di traffico passeggeri superiore al 20% rispetto all’anno precedente, registrando oltre 197 milioni di passeggeri transitati negli aeroporti italiani, di cui oltre 68,6 in ambito geografico nazionale, oltre 82,4 milioni in ambito internazionale Ue e oltre 46 milioni in ambito internazionale extra Ue. Dei 197 milioni di passeggeri Ita, date le ridotte dimensioni della sua flotta, ne ha trasportati solo il 7,61% mentre altre compagnie continuano a incrementare le proprie quote di mercato. È del tutto evidente che, al persistere delle attuali condizioni, la nostra compagnia di riferimento continua a essere penalizzata, non cresce e non può assorbire le lavoratrici e i lavoratori ancora in cassa integrazione.

Il passaggio fra Alitalia e Ita e il matrimonio con Lufthansa

La Commissione europea, per escludere l’addebito alla neonata Ita dei prestiti ponte per un totale di 1,3 miliardi di euro erogati dal Governo a favore di Alitalia nel 2017 e nel 2019 per fronteggiare il periodo di crisi in atto, ha posto all’Italia una serie di condizioni finalizzate a sancire una netta discontinuità fra l’azienda Alitalia in crisi e la newco Ita. La nuova compagnia ha potuto acquisire solo il ramo “aviation” con una flotta pressoché dimezzata. Non ha potuto utilizzare il marchio “Alitalia”, non ha potuto acquisire le attività e, conseguentemente, le persone del segmento handling, del segmento manutenzione e neppure il programma fedeltà “Millemiglia”. Ita ha iniziato la sua attività come una start-up il 15 ottobre 2021, nel periodo, dal punto di vista commerciale, peggiore dell’anno, con il volo inaugurale AZ1637 Linate-Bari, con 2.235 dipendenti e 52 aeromobili. Il processo di selezione del partner industriale si sarebbe dovuto finalizzare entro la metà del 2022 ma, a marzo 2024, a dieci mesi dall’accordo con Lufthansa, non si è ancora concluso.

In questi giorni abbiamo preso atto che le attenzioni della Commissione non sono rivolte al posizionamento di Ita nel mercato ma prevalentemente a determinate rotte assicurate da collegamenti Ita da Fiumicino e Linate con gli hub Lufthansa di Francoforte e Monaco in quanto – sempre secondo la Commissione – se continuassero a essere gestite da Ita si potrebbe determinare un problema di scarsa concorrenza nei principali hub europei. Un problema datato e, in quanto tale, ci auguriamo che per Ita venga utilizzato lo stesso criterio che è stato utilizzato a suo tempo per i vettori presenti in maniera significativa negli hub in parola. Ci auguriamo che la scadenza del 6 giugno entro la quale la Commissione si dovrà esprimere venga mantenuta e che le elezioni europee non comportino ulteriori slittamenti dei tempi della decisione nel qual caso si potrebbero determinare effetti negativi per Ita.

Le elezioni europee

Sabato 8 e domenica 9 giugno 2024 si svolgeranno in Italia le elezioni europee. Complessivamente i deputati da eleggere sono 720 (15 in più rispetto all’ultima tornata elettorale del 2019) e all’Italia ne spetteranno 76. In coerenza con la legge elettorale europea i deputati italiani saranno eletti con il sistema proporzionale nell’ambito delle cinque circoscrizioni sovra-regionali denominate Nord Occidentale, Nord Orientale, Centrale, Meridionale, Insulare.

Come sempre il momento elettorale richiede un bilancio su quanto si è fatto e su quanto si potrà fare per migliorare le condizioni dei 448,4 milioni di cittadini europei che ci vivono. Guardando al futuro, l’Unione europea nei prossimi cinque anni si troverà a affrontare sfide significative come le disuguaglianze sociali, la disoccupazione, le questioni migratorie, le questioni ambientali oltre che le questioni economiche e geopolitiche. Sarà fondamentale consolidare lo spirito di collaborazione e la solidarietà per affermare una nuova visione unitaria che tenga conto delle peculiarità dei Paesi che ne fanno parte. L’Europa deve assumere un ruolo di leadership nel promuovere la pace, la stabilità e la cooperazione internazionale. In conclusione, le prossime elezioni europee sono molto più di una semplice scelta di rappresentanti politici e le persone che saranno elette dovranno assicurare un rapporto di maggior coesione con il Governo italiano per rappresentare al meglio gli interessi generali del nostro Paese e riaffermare gli elementi chiave del “modello sociale europeo” quali il benessere sociale, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, l’uguaglianza e l’inclusione sociale, la conciliazione vita-lavoro. Le misure di austerità, quando necessarie, vanno limitate nel tempo perché mettendo sotto pressione i sistemi di protezione sociale aumentano le disuguaglianze a discapito del benessere sociale. Purtroppo di questi temi si parla poco e, molto spesso, si presta più attenzione alla competizione elettorale in sé che ai contenuti e, ciò che è peggio, sui temi di interesse generale la politica continua a dividersi anziché coalizzarsi.

I tavoli per i rinnovi contrattuali dei trasporti arrancano

I percorsi relazioni per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) scaduti procedono a rilento e rischiano di trasformarsi in una macchina a basso rendimento. Mai come in questo momento in cui la sicurezza sul lavoro è un’emergenza nazionale, i Ccnl hanno un ruolo cruciale nel determinare norme di impiego che assicurino le migliori garanzie per prevenire gli infortuni e le situazioni di fragilità e di rischio nei cicli produttivi. A questo giro, nelle trattative per i rinnovi contrattuali, non si deve solo tenere conto dell’evoluzione legislativa per procedere ai necessari adeguamenti come si è tradizionalmente fatto in passato, ma vanno adattate anche le condizioni lavorative alle mutate esigenze dei settori di riferimento, alla luce del progresso tecnologico e al più complesso avvento dell’intelligenza artificiale. Durante i negoziati per i rinnovi contrattuali sta emergendo il tema dell’adeguamento dei salari che hanno visto una drastica riduzione del potere di acquisto, dovuta principalmente alle politiche monetarie della Banca centrale europea sui tassi di interesse di riferimento che stanno incidendo negativamente, da tempo, su quelli che le banche applicano ai prestiti concessi alla clientela, in particolare sui mutui contratti dalle lavoratrici e dai lavoratori per l’acquisto della propria abitazione, sulla spesa per consumi e sugli investimenti delle imprese. Si dovrà quindi realizzare un coerente equilibrio fra il miglioramento delle condizioni di lavoro, l’adeguamento dei salari e il mantenimento della competitività e la sostenibilità economica delle imprese. Per questo saranno fondamentali anche le scelte che il Governo dovrà fare in materia di politica fiscale, previdenziale e lavoro rispetto alle quali la Cisl ha presentato da tempo, insieme alle altre organizzazioni sindacali, una specifica piattaforma.

Per uscire dalla fase di stallo che si è determinata è auspicabile un cambio di passo da parte di tutti gli attori interessati. Come Fit-Cisl, come sempre, faremo tutto il possibile per velocizzare le trattative e per definire, in tempi brevi, le condizioni per assicurare salari adeguati, per garantire una crescita sostenibile e ambienti lavorativi sicuri.

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