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ETF-Manifesto per il TPL elezioni europee 2024

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Documenti - ETF-Manifesto per il TPL elezioni europee 2024

13 Maggio 2024

Lo scorso 2 aprile l’ETF, attraverso il lavoro del Comitato di trasporto pubblico urbano, in cui sono rappresentati i sindacati associati e nel quale la nostra Federazione è direttamente impegnata, ha elaborato un documento politico denominato “Trasporto pubblico il cuore pulsante della mobilità urbana”, in cui sono contenute le priorità da sostenere per le elezioni europee del 2024.

Il documento politico si pone come declinazione specifica del più generale Manifesto dei lavoratori/delle lavoratrici dei trasporti europei, con il quale l’ETF sollecita un nuovo accordo per i trasporti, chiedendo ai candidati e alle candidate alle elezioni europee e ai rispettivi partiti politici, di impegnarsi a sostenere le istanze in esso contenute.

In quattro punti, su cui sviluppare un’azione politica sindacale coesa e uniforme, il documento politico relativo al trasporto pubblico urbano, esplica le priorità politiche da sostenere nel prossimo appuntamento elettorale.

1. Il trasporto pubblico come servizio di interesse pubblico

Il trasporto pubblico è diventato inaffidabile e non più garantito a causa dell’affermarsi della liberalizzazione e delle gare a ribasso, perdendo la sua natura di servizio di interesse pubblico. A questo si aggiunge una progressiva diminuzione dell’offerta di servizio complessiva, significativa negli ultimi anni, a causa della carenza di conducenti. Eppure il trasporto pubblico è il cuore di tutta la mobilità urbana, indispensabile per un’economia urbana efficiente e per la transizione volta alla realizzazione della mobilità sostenibile. Il trasporto pubblico è un servizio pubblico di interesse generale e dovrebbe essere dichiarato e trattato come tale. È indispensabile destinare al settore risorse pubbliche adeguate e, in caso di necessità, promuovere sistemi di finanziamento privato da parte di soggetti terzi. Per raggiungere l’obiettivo di una mobilità a impatto climatico zero, la politica europea dei trasporti deve essere riallineata e mettere in campo investimenti importanti nel trasporto pubblico a emissioni zero, che prediligano l’offerta del servizio in modo indifferenziato ed equo per tutti. Molte persone vivono anche fuori città, nelle aree suburbane e rurali e devono essere messe in condizione di utilizzare il trasporto pubblico locale, che deve adeguarsi al territorio in modo capillare e accessibile.

2. Contrastare la carenza di personale

La carenza di personale è uno dei maggiori problemi del trasporto pubblico. Negli ultimi anni, in quasi tutti gli Stati membri, il deterioramento delle condizioni di lavoro dovuto alla concorrenza ha indotto molti dipendenti, sia della manutenzione che adibiti direttamente al servizio, ad abbandonare il settore. Il risultato è che sempre più treni e autobus hanno bisogno di manutenzione e i servizi vengono tagliati. Nei prossimi anni questo fenomeno diventerà ancora più significativo a causa del pensionamento di un numero considerevole di dipendenti e della mancanza di un adeguato processo di ricambio generazionale.

Per creare un sistema di trasporto pubblico locale efficiente e affidabile, è necessario garantire un numero sufficiente di personale qualificato. Ecco perché le aziende del settore del trasporto pubblico locale devono garantire buone condizioni di lavoro e mantenere buoni standard di formazione, agevolando la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per rendere appetibile il settore per giovani e donne, presenti ancora in una percentuale molto bassa. Devono essere garantiti anche spazi e luoghi, sicuri, dotati di adeguati servizi e dedicati al personale nei luoghi di lavoro, come durante lo svolgimento dello stesso.

La sicurezza dei dipendenti e degli utenti è una questione sempre più importante. Tutti gli sforzi compiuti finora non sono riusciti a ridurre il numero delle aggressioni ai danni del personale front line. La politica europea deve affrontare questo problema e definire requisiti vincolanti per combattere la violenza e le molestie su autobus, tram, treni e strutture di trasporto pubblico.

3. Intermodalità e pianificazione del trasporto pubblico

La mobilità nelle città e nelle aree rurali deve essere ripensata. Il trasporto pubblico, e non l’auto, deve essere al centro della mobilità urbana. A tal fine occorre ridistribuire lo spazio urbano in cui il trasporto pubblico deve essere garantito ed in cui devono essere realizzate reti di piste ciclabili e spazi pedonali collegati ai trasporti pubblici.

Per introdurre mezzi di trasporto non inquinanti, si dovrà tenere conto anche dell’approvvigionamento della necessaria energia non inquinante. A tal fine sarà necessario creare le infrastrutture e mettere a disposizione sufficiente idrogeno o elettricità nei luoghi richiesti. È quindi fondamentale combinare la pianificazione dei trasporti con quella energetica. Questi obiettivi dovrebbero essere parte integrante di tutti i piani di trasporto locale in futuro.

4. Fermare l’ideologia della liberalizzazione

La politica dell’UE sul trasporto pubblico ferroviario e stradale negli ultimi tre decenni è stata guidata da speranze infondate di una concorrenza che portasse a servizi migliori, prezzi più bassi e una maggiore quota modale. L’affidabilità del trasporto pubblico è diminuita drasticamente e le condizioni di lavoro nel settore sono peggiorate. L’ETF si è opposta a questa strategia fin dall’inizio, consapevole del fatto che il trasporto pubblico funziona meglio come sistema integrato in cui le aziende possono cooperare per fornire il miglior servizio.

L’ETF invita i politici europei a condurre una valutazione approfondita e obiettiva delle loro politiche di trasporto pubblico per rivedere e adattare le norme sugli obblighi di servizio pubblico e per non penalizzare le assegnazioni dirette. Per il futuro abbiamo bisogno di una politica coerente che promuova attivamente la responsabilità pubblica, la proprietà, l’assegnazione diretta del miglior servizio e la protezione degli investimenti pubblici.

Il manifesto ETF per il trasporto pubblico urbano, e le coerenti azioni di politica sindacale portate avanti da tempo dalla Fit-Cisl, impattano in modo positivo nel nostro Paese, in cui il settore è da tempo contraddistinto da una profonda crisi, dalla carenza di politiche industriali strategiche e di risorse adeguate, nonché dal peggioramento delle condizioni lavorative e retributive, in modo particolare in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, del confronto per il rinnovo del CCNL.

In allegato il manifesto.



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