Venerdì 12 Agosto 2022 - 18:06

II Quaderno Digitale Fit-Cisl. Mediterraneo: un mare di opportunità per il nostro Paese da cogliere al più presto

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Documenti - II Quaderno Digitale Fit-Cisl. Mediterraneo: un mare di opportunità per il nostro Paese da cogliere al più presto

15 Luglio 2022

“Quaderni digitali” è il ciclo di appuntamenti inaugurato il 15 giugno 2022 dalla Fit-Cisl per approfondire una serie di temi che riguardano i trasporti e l’ambiente e che sono fondamentali per il nostro sistema Paese.

“Chi possiede il mare possiede il commercio mondiale, chi possiede il commercio mondiale possiede la ricchezza, chi possiede la ricchezza del mondo possiede il mondo stesso”. Da questa citazione del navigatore inglese Walter Railegh pronunciata dal Segretario Nazionale Monica Mascia, hanno preso il via i lavori del II quaderno digitale “Mediterraneo: un mare di opportunità da cogliere”.  Un momento di confronto partecipato con stakeholder di settore ed esponenti istituzionali, un punto di inizio per una discussione condivisa su tanti temi del comparto marittimo.

Ad introdurre oltre al Segretario Mascia: Vincenzo Fausto Pagnotta, Coordinatore nazionale Marittimi nazionali della Fit-Cisl e Francesco Di Fiore coordinatore Ispettorato ITF Italia.

Sono intervenuti: Giovanni Consoli, Dirigente Affari Generali e Politiche Marittime Assarmatori; Mario Mattioli, Presidente Confitarma; Maria Teresa Di Matteo, Vice Capo di Gabinetto Direttore della Direzione generale per la vigilanza sulle Autorità di sistema portuale, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne – MIMS; Nicola Carlone, Ammiraglio Ispettore Capo (CP) Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto; gli Onorevoli Davide GariglioEdoardo Rixi, e Roberto Traversi, componenti della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Ha condotto e chiuso i lavori il Segretario Generale del sindacato dei trasporti cislino, Salvatore Pellecchia.

Dalla sintesi degli interventi raccolti durante la giornata di lavori, che qui presenteremo, emerge una riflessione comune: il Mediterraneo è un bacino enorme di opportunità e prospettive di sviluppo per l’industria e l’economia nazionale. L’Italia con i suoi circa 8.000 km di costa parte da una posizione privilegiata in quanto piattaforma logistica naturalmente protesa nel Mediterraneo. L’economia del mare, di fatto, rappresenta un driver strategico per il nostro sistema Paese poiché circa il 90% delle merci viaggia via mare. Quindi lo shipping, la portualità e tutti i servizi connessi, sono essenziali per la nostra crescita. Per ripartire da questo primo assunto condiviso bisogna riscoprire una cultura marittima che si è un po’ persa negli anni, creando nuove sinergie tra tutti gli attori del sistema e sviluppando un piano di azione comune che coinvolga Istituzioni, Associazioni Datoriali e Parti Sociali. Occorre far presto, se vogliamo cogliere appieno tutte le potenzialità di sviluppo che il settore marittimo offre, innalzando i nostri livelli di competitività sul mercato globale: il comparto, di per sé molto ampio con attori ed esigenze non sempre coincidenti ma spesso convergenti, richiede una più efficace e coerente attenzione sul piano politico e amministrativo, un’esigenza di rinnovamento capillare, per disincagliare il settore da procedure e norme obsolete che vanno adeguate.

ADEGUAMENTO INFRASTRUTTURE E DIGITALIZZAZIONE DEI PROCESSI

È necessario sviluppare un’azione su due fronti: innanzitutto un intervento forte di ammodernamento e adeguamento delle infrastrutture, usufruendo delle risorse in arrivo con il Pnrr, per renderle più funzionali e migliorarne la produttività. Da questo punto di vista un valido supporto proviene dagli enti ministeriali, che hanno previsto l’attivazione di un fondo per lo sviluppo dei porti, collegamento ultimo miglio e miglioramento ambientale. Il rilancio deve partire dal Sud, che movimenta gran parte delle operazioni di logistica e trasporto merci nel nostro Paese, e che può essere il centro di una rinascita occupazionale per i territori interessati. L’altra azione, complementare alla prima, è agire direttamente sulle regole, ovvero semplificazione normativa, burocratica e snellimento delle procedure amministrative. Una semplificazione da realizzare al meglio e a brevissimo termine, attraverso l’adozione di nuovi strumenti digitali, che permetterebbe di ottimizzare i processi operativi e logistici, incrementando la produttività, migliorando le condizioni di lavoro, elevando ancora di più gli standard di sicurezza.

IL REGISTRO INTERNAZIONALE

Una parte rilevante della discussione è stata dedicata al cosiddetto “Registro Internazionale”, un istituto oggi controverso e a che suo tempo ha riportato la flotta italiana a essere competitiva sui mercati globali. In tal senso è necessario un processo di modifica dal punto di vista amministrativo-burocratico e quindi di snellimento delle procedure, ma soprattutto un adeguamento delle normative del nostro Paese rispetto alle disposizioni europee che riguardano la definizione del processo di estensione dei benefici fiscali e contributivi del Registro Internazionale italiano anche ad altre bandiere Ue e dello spazio economico europeo, come evidenzia Vincenzo Pagnotta, nella relazione introduttiva. Pertanto è arrivato il tempo di rendere la previsione legislativa compatibile con gli interessi generali del Paese e funzionale a garantire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese italiane e, conseguentemente, buona occupazione e nuovi posti di lavoro. Condizione necessaria e sufficiente per beneficiare delle agevolazioni previste dall’applicazione del Ccnl di settore.

FORMAZIONE E CARENZA DEL PERSONALE

La terza direttrice attorno cui si è sviluppato il dibattito ha riguardato la carenza di personale, una grande emergenza, che non riguarda solo il comparto marittimo, sicuramente anche conseguenza di un calo delle vocazioni a intraprendere la carriera marittima. Carenza che sta mettendo a rischio l’operatività delle nostre navi e, di riflesso, i collegamenti. Una problematica evidenziata a più voci, da arginare immediatamente attraverso una soluzione condivisa fra le parti sociali e rispettosa delle leggi vigenti che potrà essere convalidata in sede ministeriale.

Tirando le fila della tavola rotonda, il Segretario Generale della Fit-Cisl, fra le altre cose, ha proposto alle associazioni datoriali presenti un’azione di concertazione, da sviluppare assieme anche alle altre organizzazioni sindacali, per definire in termini di proiezione, quali sono le tipologie di figure professionali che serviranno nel medio termine e, invitando, contestualmente, i Ministeri competenti, a mettere in campo iniziative per orientare i giovani nel percorso scolastico superiore.

Concludendo Pellecchia ha rimarcato che il nostro Paese, per quanto attiene a mare, naviglio, portualità e infrastrutture connesse, paga da decenni un gap in termini di burocrazia e management che non può più permettersi. Il sistema, nella sua interezza, necessita di una nuova visione di insieme e una efficace attività di coordinamento centrale affinché si sviluppi una coerente propensione alla proiezione marittima.

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