12 Febbraio 2026
Ieri, 11 febbraio, si è svolto l’incontro con Trenitalia dedicato alla manutenzione rotabili. Il confronto è proseguito sul tema dell’evoluzione del modello organizzativo e dei fabbisogni, affrontato questa volta con un livello di dettaglio maggiore.
L’Azienda ha fornito la previsione di investimenti sugli impianti industriali, pari a 1,7 miliardi di euro, da qui al 2035, e ha illustrato, attraverso l’esposizione di dati non esaustivi riguardanti le officine delle Direzioni DT, AV, Regionale, IC, il programma delle attività 2026/2028
Trenitalia ha ribadito la necessità di rivedere alcune impostazioni dei turni, laddove necessario e con scelte differenziate tra officina e officina, con l’obiettivo dichiarato di recuperare una perdita di produzione legata ad un contesto generale in trasformazione: introduzione di nuovi mezzi in logica full service, dismissione di parte del parco materiale rotabile (loco obsolete, diesel, etc.) e la riduzione del fabbisogno manutentivo dei nuovi treni acquistati. La società, dichiarando l’obiettivo di stabilizzare l’attività manutentiva interna, prevede di compensare la perdita di produzione futura attraverso l’internalizzazione di attività e la diminuzione dei tempi di attraversamento attuali, prospettando ingressi di personale mirati laddove necessario. È stato anche chiarito che in alcuni territori, in particolare nell’ambito Regionale, verranno richieste variazioni organizzative. IC ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare la sinergia tra impianti, in particolare tra Martesana e Greco e tra San Lorenzo e Prenestina. Prendendo atto, come sindacato, abbiamo ribadito che devono essere evitati svuotamenti e chiusure.
In chiusura, l’Azienda in risposta alle forti sollecitazioni sindacali esposte nelle passate riunioni, ha dato apertura ad un percorso di valorizzazione di figure professionali, per specifiche lavorazioni, ed ha anticipato l’intenzione di avviare una sperimentazione inerente una control room diagnostica (sperimentale) oltre che la previsione una linea qualità manutenzione.
Come Organizzazioni Nazionali abbiamo chiarito che la discussione sui fabbisogni non può ridursi a una sommatoria di numeri percentuali. Serve una visione industriale che tenga insieme:
continuità delle attività;
livelli occupazionali;
tutela del know how ed un corretto riconoscimento delle competenze tecniche;
sostenibilità dei carichi di lavoro;
figure professionali di presidio e controllo delle attività in full service.
Abbiamo anche chiesto la situazione aggiornata del reticolo ed una presentazione completa di tutti i dati indispensabili a comprendere dettagliatamente la prospettiva industriale societaria del settore manutenzione rotabili compresi gli investimenti previsti, officina per officina, assieme alle consistenze (diretti/indiretti) attuali e quelle future, per organici e ore interne/esterne di lavorazione.
C’è altresì stata una netta presa di posizione da parte sindacale rispetto ad altre situazioni importanti in tema manutenzione rotabili: no alla dismissione dell’OMCL di Rimini o di qualsiasi altra struttura e no, più in generale, alla riduzione del reticolo manutentivo con indebolimento dei presìdi, competenze e garanzia della tenuta occupazionale. Non è accettabile disperdere professionalità costruite in decenni di lavoro.
Serve una trattativa vera. Non accettiamo di essere relegati a mero osservatore, con semplici informative a decisioni già mature. Non ci stiamo. Se l’Azienda crede davvero in questa attività, per noi strategica, deve darle prospettiva, non solo gestione dell’emergenza.
Per questo abbiamo richiesto di avviare un tavolo di trattativa nazionale capace di analizzare ed incidere realmente sulle scelte industriali aziendali e dove sia realmente possibile discutere dell’organizzazione del lavoro e delle sue ricadute sui territori, nel rispetto del contesto e delle sue complessità. Il confronto è stato pertanto aggiornato ad altra data nella quale ci attendiamo chiarimenti puntuali e risposte alle richieste avanzate.
Roma, 12.02.2026
Le Segreterie Nazionali