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Rfi: accordo manutenzione infrastrutture del 10 Gennaio 2024

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Documenti - Rfi: accordo manutenzione infrastrutture del 10 Gennaio 2024

29 Febbraio 2024

Le Scriventi OO.SS, in relazione all’accordo di riorganizzazione del settore della manutenzione infrastruttura di R.F.I., dipinto da alcuni e percepito da una parte dei lavoratori come una disfatta, intendono fare chiarezza sul reale contenuto dell’accordo ed i motivi per i quali si è reso necessario riorganizzare il settore.
Sicuramente l’accordo, che rappresenta un cambiamento radicale della tradizionale organizzazione del lavoro della manutenzione, stabilisce principi e regole che restituiranno il ruolo di centralità e controllo della filiera manutentiva di RFI.
L’accordo, che interessa tutte le strutture delle DOIT, “pesa” per il Gestore circa 200 milioni di euro di investimenti in: 6000 assunzioni dal mercato del lavoro dal 2019; circa 2000 promozioni al livello B per la TE – IS – LAVORI a cui aggiungere quelle riguardanti il MAI;
circa 260 promozioni a Specialista Tecnico Amministrativo (livello B) nelle segreterie amministrative presso tutte le UM, dando opportunità di avanzamento anche al personale della manutenzione inidoneo; acquisto mezzi d’opera; creazione di 16 nuove U.M. con relativi Q1 e Q2; oltre 35 nuovi nuclei manutentivi; immissione di circa nuovi 200 specialisti Q2 nella TE – IS – LAVORI; nuove regole sui riposi giornalieri tra il mattino e la notte e dopo intervento in reperibilità (vedi dettaglio in calce); nuova disposizione organizzativa che distingue i ruoli del Capo Tecnico, Tecnico e Operaio Specializzato Manutenzione (vedi dettaglio in calce); addestramento pratico dei lavoratori al fine di re-internalizzare alcune attività lavorative tra le quali cambio filo e revisione TE, livello del binario, risanamento binario, sostituzione rotaie. Inoltre uniforma e supera la parcellizzazione attuale sul tema delle Opere d’Arte, fa una precisa puntualizzazione su altre importanti figure quali DL/CSE e Progettisti, oltre a ridefinire il settore dei materiali.
Relativamente all’orario di lavoro, l’accordo ha definito un nuovo modello, alternativo a quello contrattualmente previsto di tipo avvicendato, da poter utilizzare in fase di contrattazione territoriale. Il nuovo modello consente alle parti di mantenere un regime di orario su prestazione unica giornaliera e attribuire ai lavoratori nuove indennità economiche non previste dal contratto, qualora impiegati in turni comprendenti i weekend ed il pomeriggio.
Perché il sindacato ha deciso di regolamentare il settore della manutenzione Sono almeno quattro anni che la manutenzione di R.F.I. è oggetto di interesse da parte dei media e soprattutto delle Istituzioni, per svariati motivi. L’indice di puntualità dei treni è sceso al di sotto del 50% anche a causa di guasti verificatisi all’infrastruttura e di gravi incidenti di esercizio. Queste attenzioni hanno portato il Gestore dell’infrastruttura alle seguenti determinazioni:
il 27 novembre 2020 la Direzione Tecnica di R.F.I., con Disposizione di Esercizio n. 12, annette i lavoratori delle Imprese di Appalto al rilascio delle abilitazioni di scorta mezzi d’opera. Cit. art 1 disposizione “consentire la possibilità di affidare la scorta dei mezzi d’opera anche a personale delle imprese appaltatrici appositamente qualificato”. Disposizione successivamente ritirata dopo pressioni da parte sindacale e apertura delle procedure di raffreddamento;

a dicembre 2022 R.F.I. manifesta l’impegno assunto con il Governo attraverso il Piano industriale 2022-2031 di “Rafforzamento delle attività di presidio del processo infrastruttura attraverso la definizione di un nuovo modello della manutenzione, che preveda: l’incremento dei presidi manutentivi e il potenziamento delle squadre di pronto intervento; la riorganizzazione delle UM e la ridefinizione delle attività/responsabilità (es. gestione materiali, opere d’arte); rivisitazione degli orari di lavoro per renderli
coerenti con le necessità manutentive”.

a Luglio 2023 R.F.I., chiusa negativamente la trattativa nazionale, apre le trattative in tutte le DOIT per cambiare l’organizzazione del lavoro ovvero istituire un turno avvicendato sulle 24 ore con 11 ore di riposo tra una prestazione e l’altra. Il cambio dell’articolazione del turno non è stato poi attuato dall’azienda poiché sono riprese le trattative nazionali, così da evitare una conflittualità quantomeno prematura e un notevole ridimensionamento della busta paga dei lavoratori.

Tali azioni dimostrano la ferma volontà di RFI di ridisegnare il quadro regolatorio e il nostro ruolo ci ha imposto il negoziato, anche perché preoccupa la situazione che vede l’utilizzazione non programmata del personale per far fronte ad esigenze manutentive, di presenziamento degli impianti e per assicurare il pronto intervento in caso di guasti; tutti fattori che hanno comportato l’esplosione del ricorso al lavoro straordinario.
Stimiamo che nel solo 2023 il monte straordinario della manutenzione infrastruttura delle specializzazioni TE – IS e Lavori ha raggiunto la cifra di circa un milione e centomila ore, su un totale di circa 10.000 manutentori assegnati agli Impianti, tra i quali inidonei, distaccati e dedicati ad attività tecnico amministrative. Questo superamento sistematico ed eccessivo dei limiti orari settimanali e mensili è diventato una delle priorità da affrontare e da riportare nei limiti contrattuali.
A fronte di una simile situazione critica abbiamo intrapreso con R.F.I. un lungo negoziato – iniziato nel 2020 con l’apertura delle procedure di raffreddamento, in particolare, per la grave carenza di personale – con il quale abbiamo cercato di dare risposte a tutte le necessità in essere, ovvero quella di garantire al Paese una rete efficiente e sicura e contestualmente tutelare, oltre alla salute e sicurezza dei lavoratori anche la loro retribuzione.
Cosa può essere concordato a livello territoriale
La trattativa territoriale avrà lo scopo di definire un’alternativa valida a colmare le esigenze produttive manifestate dalla Società, attraverso l’attivazione della procedura di cambio dall’attuale articolazione del turno a quella Pom/Matt/Notte, con undici ore di riposo tra una prestazione e l’altra. In alternativa al turno aziendale, potrà quindi essere concordato il nuovo modello con cui si coprono le esigenze aziendali, attraverso un’alternanza di prestazioni uniche giornaliere, con l’esclusione della prestazione della domenica pomeriggio. Lo sviluppo del turno con le citate caratteristiche, che migliorano sensibilmente le condizioni di lavoro con una equa distribuzione dei carichi di lavoro, oltre che, a tendere, prevedere una miglior programmazione delle attività, è stato “accompagnato” introducendo le seguenti indennità economiche per le prestazioni effettuate al pomeriggio, al sabato e alla domenica:
– 4 euro al giorno (x20 presenze) nel caso il lavoratore effettui almeno 6 prestazioni
pomeridiane e fino a 5 prestazioni notturne;
– 7,50 euro al giorno (x20 presenze) nel caso il lavoratore effettui 6 prestazioni pomeridiane e 6 prestazioni notturne;
– 24 euro per ogni sabato lavorato;
– 34 euro per ogni domenica lavorata in aggiunta alle 20 euro per il servizio domenicale.
Cosa tutela l’accordo nazionale
– la garanzia di 2 domeniche e 1 sabato libero nei 28 giorni (20 di lavoro e 8 di riposo);
– l’inizio della prestazione antimeridiana non prima delle 7 del mattino qualora impegnati in servizi notturni. Questa circostanza consente al lavoratore di effettuare una prestazione mattutina più corta seppure equivalente a 7,36 ore. Da considerare che questo vincolo ha consentito di prevedere un turno di una quinta squadra negli impianti dove la società ritiene indispensabile garantire il pronto intervento nella
fascia 06.00-09.00;
– in caso di terza notte settimanale il riposo minimo tra la prestazione diurna e notturna diventa di 9 ore. Questa circostanza consente al lavoratore di effettuare una prestazione mattutina più corta seppure equivalente a 7,36 ore;
– la visibilità del turno a 28 giorni anziché 7 come avviene oggi;
– vitto e alloggio assicurato dall’azienda per i neo assunti impegnati fuori sede in formazione. In questo caso il lavoratore rinuncia al corrispettivo della trasferta;
– mobilità geografica intra e extra DOIT;
– sistemazione logistica per i lavoratori che effettuano la notte con riposo compresso e/o in trasferta;
– aumento della somma, fino a 600 euro, a carico dell’azienda per il recupero dei punti della patente di guida persi in circostanze lavorative;
– totale presa a carico dell’azienda dei costi di riparazione del danno subito al proprio mezzo, utilizzato in sostituzione dell’auto di servizio.
Cosa introduce l’accordo nazionale
– la possibilità di effettuare servizi pomeridiani fino alle 22. Oggi tale limite è fissato alle 19;
– la possibilità di programmare servizi al sabato e alla domenica (escluso domenica pomeriggio);
– la possibilità di effettuare la reperibilità in presenza nei giorni di sabato e domenica e tenere liberi dall’impegno i successivi riposi settimanali;
– la garanzia di fruizione di almeno otto ore di riposo dall’ultimo intervento in reperibilità e l’inizio della prestazione giornaliera successiva. In caso che il lavoratore prenda servizio successivamente all’orario programmato di inizio, egli terminerà comunque il proprio lavoro non oltre le 22 e le ore non rese verranno compensate dall’azienda “arrotondando” a 7,36 ore la prestazione.
– Un nuovo mansionario per le figure di Capo Tecnico, Tecnico e OSM. Le attività che comportano autonomia operativa, ad esempio organizzazione e protezione cantiere, scorta MDO, visita linea e verifica impianti, vengono attribuiti esclusivamente alla figura del Capo Tecnico, che sarà supportato da un tecnico qualora l’attività risulti complessa. Pertanto, qualora le attività vengano svolte da una figura minore (tecnico, OSM) dovranno essere riconosciute mansioni superiori, finora mai previste a causa
della storica banalizzazione dei ruoli.

Le trattative territoriali
Nel quadro descritto sono in corso le trattative territoriali per l’eventuale applicazione dei precetti dell’accordo nazionale.
Per le componenti sindacali trattanti gli accordi dovranno essere complessivi ed esigibili di tutto quanto pattuito a livello nazionale, pertanto il cambio di orario di lavoro è solo uno dei temi da affrontare.
Saranno vincolanti i piani aziendali di riequilibrio di personale dei nuclei manutentivi, il piano dei trasferimenti per domanda soddisfatta delle singole DOIT, il piano di copertura dei posti al livello Q1, Q2, B e C, il piano dettagliato della formazione pratica completa dei tempi di inizio internalizzazione delle attività manutentive, la tempistica necessaria all’attuazione del nuovo mansionario dei Capi Tecnici, Tecnici e OSM e il relativo adeguamento dei sistemi per l’eventuale riconoscimento delle mansioni superiori.
Nella definizione dei turni l’accordo nazionale conferma l’attuale modello di contrattazione per quanto attiene l’eventuale concessione della compressione dei riposi giornalieri in occasioni delle giornate con mattino notte.
In conclusione, siamo consapevoli del cambiamento epocale del settore. Riteniamo che per la salvaguardia e il rilancio del settore nonché per riequilibrare i tempi di lavoro con quelli di riposo, il cambiamento sia un passaggio non più rinviabile. Comprendiamo coloro che dovranno riorganizzare gli impegni personali in funzione dei nuovi turni di lavoro.
Lasciamo volentieri agli improvvisati e opportunisti la difesa dello status quo. Quantomeno hanno calato la maschera delle loro priorità che non sono certamente la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori!
Roma, 29 febbraio 2024

Si dice cheVEROFALSO
L’orario di lavoro non si tocca le nozioni giurisprudenziali dicono che l’organizzazione del lavoro è in capo all’Impresa. Non esiste alcuna possibilità di mantenere “per sempre” la stessa organizzazione del lavoro quando il datore di lavoro manifesta l’esigenza di dover cambiare. Il ruolo del sindacato è appunto quello di mediare le condizioni maggiormente favorevoli per lavoratore
Si faranno meno chiamate e meno straordinariLo scopo dell’accordo è esattamente quello di lavorare le 38 ore settimanali e guadagnare di più. La reperibilità in servizio consente di lavorare meno ore di straordinario e l’accordo valorizza le prestazioni pomeridiane, di sabato e domenica, con un aumento stipendiale fino a 310 euro al mese 
Spariscono i nuclei     L’accordo conferma nuclei e Unità Manutentive, anzi ne introduce 16 e almeno 35 nuovi nuclei manutentivi
Con l’accordo si perdono soldi   Assolutamente no. L’accordo prevede aumenti stipendiali fino a 310 euro al mese all’interno delle consuete 38 ore settimanali
Il settore della manutenzione è finito   Un’azienda che decide di investire 200 milioni di euro dimostra con i fatti di voler rilanciare e mantenere il controllo delle attività manutentive 

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