5 Ottobre 2026
“Il nuovo parere motivato della Commissione Europea sull’obbligo di bandiera nazionale per le unità impiegate nei servizi di rimorchio portuale apre una fase delicata per il settore. La modifica del quadro regolatorio deve essere governata, salvaguardando la competitività del sistema portuale italiano”. È quanto commenta in una nota la Fit-Cisl a proposito del nuovo richiamo di Bruxelles all’Italia sull’obbligo di bandiera nel rimorchio portuale, spiegando che: “alla base del richiamo c’è l’obbligo secondo cui lo Stato membro deve informare la Commissione della propria decisione prima della pubblicazione del bando di gara o comunque prima di imporre il requisito della bandiera nazionale. Su questo punto l’Italia, così come Francia e Spagna, ha due mesi per adeguarsi, prima dell’eventuale deferimento alla Corte di giustizia dell’Unione europea”.
Prosegue la nota: “Non possiamo limitarci a subire la procedura europea. L’imposizione di un obbligo non può diventare l’alibi per una competizione basata sul costo del lavoro e sulla riduzione delle tutele. Non si tratta di una difesa d’ufficio, ma di salvaguardare i lavoratori, la loro professionalità, la sicurezza e la qualità del servizio”.
“Chiediamo al Governo una convocazione immediata delle organizzazioni sindacali e delle parti datoriali per definire una posizione italiana compatibile con il diritto europeo, ma capace di tutelare lavoratori e aziende italiane. Il rimorchio portuale è un servizio strategico all’interno dei nostri scali per il quale servono regole chiare, condizioni di concorrenza leale e garanzie adeguate”, conclude la Fit-Cisl.