7 Novembre 2026
“Italo continua a produrre utili e a remunerare gli azionisti, mentre le lavoratrici e i lavoratori aspettano da 22 mesi il rinnovo del contratto aziendale. La proprietà e i vertici di NTV si assumano la responsabilità di sbloccare il negoziato”. Lo dichiara in una nota la FIT-CISL, ribadendo le ragioni della mobilitazione del personale di Italo.
Prosegue la Federazione dei trasporti cislina: Come rileva lo studio ‘L’alta velocità nel mondo’, curato da TRA Consulting e pubblicato sul sito di Italo, l’Italia è stata il primo Paese al mondo ad aprire alla concorrenza il mercato ferroviario dell’alta velocità. Quella scelta ha consentito a NTV di entrare nel mercato nel 2012 e di costruire un’impresa che oggi genera utili e remunera i propri azionisti. Riteniamo inaccettabile che, a fronte degli utili realizzati, la proprietà e i vertici di Italo lascino da 22 mesi il contratto aziendale senza rinnovo e continuino a sottrarsi a un impegno concreto per applicare il CCNL Mobilit/ Attività Ferroviarie. È il contratto che già applicano Trenitalia, concorrente diretta di Italo nell’alta velocità, e imprese come Mercitalia Rail, Rail Traction Company e Rail Cargo Carrier-Italy, che operano nel mercato del trasporto ferroviario delle merci. Le imprese competano sulla qualità del servizio e sulla capacità di innovare, nel rispetto di regole e tutele comuni per chi lavora nel settore. La concorrenza si misuri sulla qualità del servizio e sulla capacità di innovare. Chi opera nello stesso mercato assuma le regole e le tutele del contratto di settore”.
Sottolinea ancora la Fit-Cisl: “Dopo mesi di trattativa, l’azienda continua a chiedere agli equipaggi maggiore flessibilità nei turni e nelle prestazioni, senza offrire adeguate tutele e riconoscimenti. Restano insufficienti le risposte sugli aumenti salariali per il personale di stazione, sui contributi alla previdenza complementare e sulle tutele economiche della genitorialità. Il personale operativo e di staff attende il riconoscimento delle proprie professionalità e garanzie sui processi di ristrutturazione societaria. Le organizzazioni sindacali e le rappresentanze aziendali hanno avanzato proposte di mediazione. L’azienda non le ha recepite e le procedure di conciliazione si sono concluse senza accordo”.
“Sono queste le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. L’astensione del 9 novembre è stata revocata a seguito dell’indicazione della Commissione di garanzia. La vertenza resta aperta e attende risposte da Italo”.
“Chiediamo anche alla proprietà di assumere un impegno diretto per il rinnovo del contratto aziendale e ai vertici di presentare proposte adeguate su salari, turni e tutele. Chiediamo inoltre che Italo riconosca formalmente il CCNL Mobilità Attività Ferroviarie come contratto di riferimento e che al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si definiscano tempi e modalità per la sua effettiva applicazione, dando seguito agli impegni assunti il 9 giugno”, conclude la FIT-CISL.