8 Ottobre 2026
Le Organizzazioni Sindacali italiane richiamano l’attenzione sul futuro del servizio ferroviario nazionale Intercity, oggi a rischio. Come già accaduto per altri servizi ferroviari in Europa, quello Intercity sarà presto esposto a un’ondata di concorrenza aggressiva che rischia di frammentarlo.
L’ETF sostiene pienamente la battaglia delle Organizzazioni Sindacali italiane contro la deriva competitiva dovuta agli affidamenti tramite gara pubblica dei servizi ferroviari. Una concorrenza che frammenta il servizio, aggrava gli squilibri territoriali, fa lievitare i costi amministrativi e mina i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del settore.
Nei primi giorni di agosto il legislatore italiano ha approvato un emendamento (un passo indietro rispetto al decreto legislativo di giugno, NdT) che obbliga le autorità competenti a suddividere il contratto di servizio Intercity messo a gara in “lotti adeguati e contendibili”, allo scopo di favorire la partecipazione di nuovi operatori. In questo modo potrebbe ridursi il margine di discrezionalità delle autorità competenti nell’affidare il contratto di servizio in un unico lotto. L’emendamento impone inoltre alle autorità competenti di effettuare una ricognizione annuale del materiale rotabile e di metterla a disposizione dei nuovi entranti. Tali misure discenderebbero dagli impegni assunti dall’Italia nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza concordato con la Commissione europea.
Tutto ciò è inaccettabile. In nome di miti ideologici, la rete Intercity rischia di essere smembrata, mentre beni di proprietà pubblica potrebbero finire in mani private per consentire l’ingresso di nuovi operatori privi dei mezzi e della preparazione necessari a farsi carico di un servizio pubblico essenziale.
Precludere l’affidamento unitario della rete Intercity priva le autorità competenti della possibilità di calibrare le gare sulle specificità e sui bisogni dei territori, ostacola qualsiasi pianificazione organica a livello nazionale e scarica sulla collettività costi amministrativi ingiustificati.
Inoltre, le gare non generano maggiore concorrenza tra le imprese ferroviarie, bensì tra i lavoratori. In assenza di adeguate tutele, clausole sociali e contrattuali, le imprese partecipanti non esiteranno a comprimere le condizioni di lavoro per abbattere i costi. Questo non può essere tollerato: i diritti dei lavoratori non sono una variabile di aggiustamento.
L’ETF ribadisce che il trasporto ferroviario può esprimere appieno il proprio potenziale solo in presenza di una rete forte e coesa, in cui opera personale qualificato, e da adeguate risorse pubbliche. L’ETF è al fianco delle Organizzazioni Sindacali italiane in questa battaglia e si attiverà per evitare che qualità del servizio e diritti dei lavoratori vengono sacrificati sull’altare dell’ideologia.
La versione originale in lingua inglese
The ETF Supports Italian Trade Unions in their fight against the weakening of the Intercity network
The Italian Trade Unions are sounding the alarm: the Intercity national train service’s future is jeopardised. As for other railway networks across Europe, the Intercity service will soon be exposed to a wave of aggressive competition that threatens to weaken it.
The ETF fully supports the Italian Trade Unions’ fight against the intensification of competition in publicly -tendered routes in the railway sector, which fragments the network, deepens geographical imbalances, drives up administrative costs and undermines railway workers’ rights.
In early August, Italian lawmakers adopted an amendment that requires public authorities to divide Intercity tender contracts into “appropriate and contestable lots” in order to facilitate the bidding of new entrants. By doing so, the public authorities’ leeway to tender a service contract in a single lot may be reduced. The amendment also mandates public authorities to establish a yearly census of rolling stock and to make it available to new entrants. These measures stem from the commitments Italy undertook under its National Recovery and Resilience Plan agreed with the European Commission.
This is unacceptable. In the pursuit of ideological fables, the Intercity network risks being dismembered while publicly owned assets may be handed over to private hands to allow new entrants to operate while they are ill-equipped and unprepared to take on a vital public service.
Preventing the tendering of the Intercity network in a single contract precludes public authorities from adapting their tenders to local realities and needs, impedes any comprehensive spatial planning effort, while piling on undue administrative costs at taxpayers’ expense.
Furthermore, competitive tendering does not create more competition between railway undertakings, but rather between workers. Without appropriate safeguards, bidding undertakings will not hesitate to slash working conditions to cut costs. This cannot be tolerated; workers’ rights are not an adjustment variable.
The ETF reiterates that railways can only deliver to their fullest potential when a strong, cohesive network underpinned by skilled workers and public funding exists. The ETF stands fully behind the Italian Trade Unions in this fight, and will not stand by as service quality and workers’ rights are sacrificed to ideology.