Giovedì 21 Maggio 2026 - 16:43

Manifesti sui ritardi, FIT-CISL: “I ferrovieri non siano il bersaglio di una campagna elettorale permanente”

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Comunicati Stampa - Manifesti sui ritardi, FIT-CISL: “I ferrovieri non siano il bersaglio di una campagna elettorale permanente”

21 Maggio 2026

“La polemica politica non può trasformarsi in una campagna di delegittimazione del lavoro ferroviario”. È quanto afferma la Fit-Cisl in una nota commentando la vicenda, riportata da diversi organi di stampa, dei manifesti comparsi nelle stazioni ferroviarie sui ritardi dei treni. “I ferrovieri italiani – prosegue la nota – non possono diventare il bersaglio collaterale di una campagna elettorale permanente. Dietro ogni treno che parte, arriva o accumula ritardi ci sono migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale al Paese in condizioni operative sempre più complesse. Ogni ironia costruita superficialmente sui ritardi rischia di diventare ingenerosa e offensiva verso chi lavora per garantire il diritto alla mobilità di cittadini e imprese”.
“Solo nel 2025 – si legge ancora nella nota– Rete Ferroviaria Italiana ha gestito investimenti senza precedenti pari a circa 11 miliardi di euro per adeguare la rete agli standard di sicurezza, affidabilità e regolarità richiesti da un sistema ferroviario moderno, intervenendo su infrastrutture strategiche senza interrompere la mobilità quotidiana del Paese. Ogni giorno sulla rete nazionale vengono aperti circa mille cantieri mentre continuano a circolare quasi 9.500 treni”.
“Tenere insieme continuità del servizio e trasformazione della rete è una delle sfide industriali più complesse esistenti. Ridurre questo a uno slogan pubblicitario significa semplificare artificialmente la realtà e alimentare una narrazione sbagliata”.
“Nei casi di disservizio – sottolinea ancora la Fit- Cisl – sono le lavoratrici e i lavoratori a essere in prima linea: sono il volto dell’azienda, esposti quotidianamente a tensioni, aggressioni verbali e responsabilità improprie”.
“La politica ha il diritto di discutere di ritardi, investimenti e responsabilità gestionali. Preferiremmo che lo facesse senza sminuire il lavoro di migliaia di persone” conclude la nota.

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