29 Ottobre 2026
Roma 29 ottobre 2026 – “Chiediamo un intervento normativo che riconosca la particolare gravosità delle attività operative svolte nei porti e a bordo delle navi, inserendole tra le lavorazioni usuranti. Per questo riteniamo indispensabile che l’intervento sia costruito a partire dalle reali condizioni di lavoro, dalle caratteristiche delle mansioni e dalle specificità dei settore interessati” . È quanto dichiara la Fit-Cisl a proposito della nota inviata ai gruppi parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato, aggiungendo che “serve anche rendere operativo il fondo di accompagnamento all’esodo previsto dal ccnl dei lavoratori dei porti”.
“È inaccettabile – prosegue la federazione dei trasporti cislina- che una previsione nata dal confronto con le parti sociali per favorire l’uscita dignitosa dei lavoratori anziani e il ricambio generazionale per i giovani rimanga bloccata da ostacoli di natura amministrativa o normativa”.
“È necessario aprire un confronto con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per individuare le soluzioni normative e finanziarie che superino le criticità e diano risposte concrete alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. Riconoscere l’usura del lavoro portuale e marittimo non significa introdurre un privilegio, ma affermare un principio di equità, tutelando chi garantisce ogni giorno il funzionamento di settori strategici per il Paese” conclude la Fit-Cisl.