29 Luglio 2026
Il sistema dei trasporti resta il termometro della tenuta economica e sociale del Paese
Ogni stagione della storia presenta sfide che impongono scelte. Ci sono momenti nei quali amministrare l’esistente non basta più e diventa necessario avere il coraggio di immaginare il futuro, costruendo risposte capaci di tenere insieme crescita economica, giustizia sociale e coesione. Il mese di maggio 2026 è stato uno di questi momenti.
Le celebrazioni del Primo Maggio hanno restituito un’immagine significativa del Paese a Marghera, luogo simbolo della grande industria italiana e delle profonde trasformazioni produttive degli ultimi decenni, perchè proprio in questa città, a marzo, trentasette lavoratori – ingegneri, informatici, impiegati – hanno ricevuto una comunicazione: “Siete tutti licenziati”; il loro lavoro sarà svolto da un algoritmo.
Pertanto, a Marghera, il sindacato confederale, con la nostra Segretaria Daniela Fumarola in testa, ha rimesso al centro un tema che non appartiene soltanto al mondo del lavoro, ma riguarda il futuro stesso della democrazia: il lavoro dignitoso. Non uno slogan, ma un progetto per l’Italia capace di offrire prospettive alle nuove generazioni e di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita professionale.
Per la FIT CISL questo messaggio assume un significato ancora più profondo. I trasporti non rappresentano semplicemente uno dei comparti produttivi del Paese. Sono il sistema circolatorio dell’economia nazionale. Ogni giorno milioni di persone raggiungono il proprio luogo di lavoro; migliaia di imprese movimentano merci e persone; milioni di turisti attraversano il territorio italiano; questo grazie all’impegno quotidiano, a volte silenzioso ma professionale delle lavoratrici e dei lavoratori che la nostra Federazione rappresenta.
Quando il sistema dei trasporti funziona, cresce il Paese. Quando il lavoro nei trasporti viene impoverito, precarizzato o sottovalutato, ne risente l’intera economia nazionale.
Per questo abbiamo guardato con attenzione al confronto politico che ha caratterizzato il mese di maggio. In una fase nella quale il Governo continua a promuovere misure rivolte al sostegno dell’occupazione, agli incentivi per il lavoro stabile e agli investimenti, il sindacato ha il dovere di contribuire con spirito costruttivo, avanzando proposte concrete e valutando ogni provvedimento nel merito, senza pregiudizi ideologici né adesioni automatiche. È questo il tratto distintivo della CISL e della Fit-Cisl: autonomia, responsabilità e capacità di proposta.
Il nostro Paese continua a confrontarsi con questioni strutturali che nessun provvedimento isolato può risolvere. Il rallentamento demografico, la carenza di competenze professionali, la difficoltà nel reperire lavoratori qualificati, l’aumento del costo della vita, la necessità di accelerare la transizione energetica e digitale, il completamento degli investimenti infrastrutturali e la competizione internazionale impongono una strategia complessiva.
In questo scenario il sindacato non può limitarsi alla difesa dell’esistente. Deve essere protagonista del cambiamento. Per la FIT CISL, guidare il cambiamento significa innanzitutto governare le transizioni tecnologiche, a partire dall’intelligenza artificiale: l’innovazione non va ostacolata, ma orientata attraverso la contrattazione, perché nessun algoritmo può sostituire i valori di responsabilità, esperienza e professionalità delle persone.
Un tema rilevante riguarda il ruolo dello Stato nelle politiche industriali: dopo anni di interventi emergenziali senza programmazione, gli investimenti infrastrutturali, la modernizzazione delle reti di mobilità e il rilancio della logistica rappresentano oggi un’occasione di sviluppo, a condizione che siano accompagnati da un deciso investimento nelle persone, a partire dalla formazione, che la Federazione considera un diritto soggettivo e uno strumento chiave della contrattazione.
In un contesto internazionale sempre più instabile, segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni dei mercati e nuove sfide commerciali, il lavoro deve essere il principale indicatore della qualità dello sviluppo. Non basta crescere. Occorre crescere bene. Non basta creare occupazione. Occorre creare buona occupazione. Non basta realizzare infrastrutture. Occorre costruire un sistema di mobilità che metta al centro le persone, la sicurezza e la sostenibilità. È da questa convinzione che la FIT CISL continua a guardare al futuro.
I trasporti al centro della competitività del Paese
Se il quadro politico e sociale del mese di maggio ha confermato la centralità del lavoro nelle strategie di sviluppo del Paese, è altrettanto evidente come i trasporti rappresentino il banco di prova sul quale misurare la capacità dell’Italia di trasformare gli investimenti in crescita, occupazione e coesione territoriale.
Parliamo di un sistema che vale una parte rilevante del prodotto interno lordo nazionale, che occupa centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori e rappresenta un pilastro dell’economia nazionale. Dietro ogni treno che parte, ogni autobus che attraversa una città, ogni aereo che collega il nostro Paese ai mercati internazionali, ogni nave che attracca nei nostri porti o ogni mezzo che trasporta merci, esiste il lavoro di donne e uomini che garantiscono servizi essenziali spesso in condizioni di complessità.
Per questo motivo il settore dei trasporti deve essere una priorità permanente dell’agenda politica nazionale. Occorre una politica industriale capace di guardare ai prossimi dieci o quindici anni, programmando investimenti, formazione, innovazione e sviluppo delle competenze.
Il trasporto pubblico locale: il diritto alla mobilità non può essere diseguale
Tra tutti i comparti rappresentati dalla FIT CISL, il trasporto pubblico locale continua probabilmente a rappresentare quello nel quale si concentrano le maggiori criticità.
Da anni denunciamo come il sottofinanziamento strutturale del settore produca conseguenze che ricadono sia sui cittadini che sui lavoratori. Mezzi da rinnovare, reti da potenziare, personale insufficiente, crescente difficoltà nel reperire conducenti e manutentori, aggressioni al personale, turnazioni sempre più impegnative sono elementi che non possono più essere affrontati come episodi isolati.
Per questa ragione sono necessarie risorse certe e programmazione pluriennale: una vera e propria politica industriale che deve riguardare questo ambito. Dobbiamo chiederci perché sempre meno giovani scelgano queste professioni. La risposta passa inevitabilmente attraverso salari adeguati, migliori condizioni di lavoro, percorsi di carriera certi, sicurezza e riconoscimento sociale.
Ferrovie: investimenti e sicurezza devono procedere insieme
Anche il sistema ferroviario vive una stagione decisiva. Gli importanti investimenti previsti per il potenziamento della rete ferroviaria rappresentano una straordinaria opportunità per il Paese. Alta velocità, sviluppo delle linee regionali, digitalizzazione della circolazione, rinnovo tecnologico e rafforzamento del trasporto merci, connessioni sempre più efficienti con porti, interporti e piattaforme logistiche possono cambiare radicalmente il sistema della mobilità italiana.
Dietro ogni innovazione esistono persone chiamate a gestirla. La sicurezza ferroviaria continua a dipendere in misura decisiva dalla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo la formazione continua, l’aggiornamento professionale, la manutenzione, gli investimenti negli impianti e una corretta organizzazione del lavoro devono rappresentare obiettivi imprescindibili.
Trasporto aereo: crescere puntando sulla qualità
Anche il trasporto aereo continua a vivere una fase di profonde trasformazioni. La ripresa della domanda dimostra la vitalità del comparto, ma mette contemporaneamente in evidenza tutte le fragilità che negli ultimi anni si sono accumulate: difficoltà nel reperimento di personale qualificato, aumento dei carichi di lavoro, pressione competitiva, evoluzione dei modelli organizzativi e necessità di consolidare politiche industriali capaci di garantire stabilità.
Le compagnie aeree che investono nelle persone, nella formazione e nella sicurezza costruiscono un vantaggio competitivo molto più solido rispetto a chi continua a ricercare esclusivamente la riduzione del costo del lavoro.
Lo stesso principio vale per tutto il sistema aeroportuale. Gli aeroporti italiani rappresentano infrastrutture strategiche per il turismo, per il commercio internazionale e per l’attrattività degli investimenti. Per questo il loro sviluppo deve essere accompagnato da una pianificazione nazionale capace di valorizzare le diverse specializzazioni territoriali, evitando inutili sovrapposizioni e favorendo una crescita equilibrata dell’intero sistema.
Porti e logistica: il Mediterraneo torni al centro
Il Mediterraneo è chiamato a giocare un ruolo da protagonista, sempre più strategico, negli equilibri commerciali ed economici mondiali. Lo stesso vale per il sistema portuale italiano. Le nuove rotte commerciali, la ridefinizione delle catene di approvvigionamento e le trasformazioni geopolitiche attribuiscono ai porti del nostro Paese una responsabilità e una rinnovata centralità. Disponiamo di una posizione geografica straordinaria che deve essere trasformata in vantaggio competitivo. Lavorare in rete, identificando le specializzazioni dei porti, deve essere una delle condizioni da mettere in campo.
Questo significa destinare risorse a retroporti, a collegamenti ferroviari, a digitalizzazione delle procedure, a semplificazione amministrativa, a intermodalità ed evoluzione tecnologica. Ma significa anche contrastare con decisione ogni forma di dumping contrattuale.
La logistica italiana non può competere abbassando il costo del lavoro: deve farlo attraverso qualità, professionalità, affidabilità, sicurezza, organizzazione e innovazione. È una sfida che attraversa l’intera filiera, dai porti agli interporti, dalla movimentazione delle merci al trasporto su gomma.
Per questo occorre rafforzare la legalità negli appalti, contrastare le cooperative irregolari, garantire l’applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e valorizzare il dialogo sociale quale elemento di stabilità del sistema.
Servizi ambientali: un’attività essenziale che merita maggiore riconoscimento
Le lavoratrici e i lavoratori dell’igiene ambientale garantiscono ogni giorno un servizio essenziale che contribuisce alla tutela della salute pubblica, dell’ambiente e del decoro urbano. Eppure si tratta di un comparto spesso dimenticato o poco valorizzato.
La transizione ecologica passa anche attraverso il loro lavoro. La raccolta differenziata, l’economia circolare, il recupero delle materie prime e la sostenibilità ambientale rappresentano grandi opportunità di sviluppo che richiedono competenze sempre più elevate.
Per questo motivo diventa fondamentale accompagnare l’innovazione organizzativa con investimenti nella sicurezza, nella formazione e nella valorizzazione professionale.
Contrattazione, partecipazione e responsabilità: la strada della FIT CISL
Il lavoro non rappresenta una variabile dipendente dell’economia, ma il principale motore di sviluppo del Paese: quando è stabile, sicuro e ben retribuito, genera produttività, crescita aziendale e coesione sociale.
Per gestire le trasformazioni in atto, la CISL e la FIT-CISL promuovono una cultura basata sul dialogo e sulla contrattazione collettiva (nazionale, aziendale e territoriale), ritenendo che gli accordi costruiti attraverso relazioni industriali mature producono risultati più solidi e più duraturi dei conflitti permanenti. Naturalmente il dialogo richiede interlocutori disponibili. Quando questa disponibilità manca, il sindacato ha il dovere di utilizzare tutti gli strumenti democratici che a disposizione, compresa la mobilitazione quando necessaria.
Oggi, la storica contrapposizione tra impresa e lavoro mostra tutti i suoi limiti. Davanti alle grandi sfide globali, come le innovazioni tecnologiche, la sostenibilità ambientale e l’intelligenza artificiale, nessuna realtà può affrontare il futuro da sola, rendendo necessaria una responsabilità comune.
La FIT-CISL continuerà quindi a sostenere con convinzione tutte quelle esperienze che favoriscono il coinvolgimento delle persone e la condivisione degli obiettivi aziendali. Non si tratta soltanto di una scelta sindacale. É un impegno che rinnoviamo quotidianamente ed è la giusta e moderna politica industriale.
Il tema dei salari è cruciale: l’inflazione ha colpito duramente il potere d’acquisto delle famiglie, rendendo i rinnovi contrattuali lo strumento essenziale per redistribuire la ricchezza, pur salvaguardando la sostenibilità delle imprese. Per la FIT-CISL, salario e produttività camminano insieme, parallelamente alla crescita del welfare contrattuale, della formazione, della sicurezza e della conciliazione tra vita e lavoro.
Per rispondere a un mercato del lavoro in rapida evoluzione, anche il sindacato deve cambiare, investendo nella formazione della propria classe dirigente, intercettando i giovani e valorizzando le differenze di genere e le nuove tecnologie.
In questo scenario di continui mutamenti tecnologici e professionali, il punto di riferimento irremovibile resta la centralità della persona: ogni scelta economica o infrastrutturale sarà sostenuta solo se migliorerà la qualità della vita e del lavoro, altrimenti verrà contrastata con determinazione.
Perché la credibilità di una organizzazione sindacale si misura nella coerenza delle proprie scelte e nella capacità di rappresentare gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori senza condizionamenti.
Con qualsiasi Governo. Con qualsiasi maggioranza politica. Con qualsiasi interlocutore istituzionale.
È questo l’impegno che la FIT-CISL rinnova anche al termine di un mese intenso come maggio 2026.
Un mese che ha confermato quanto siano profonde le trasformazioni in corso, ma che ha anche dimostrato come il nostro Paese disponga delle energie necessarie per affrontarle.
Servono una politica capace di programmare, imprese che investano con coraggio e relazioni industriali fondate sul rispetto reciproco.
Servono lavoratrici e lavoratori consapevoli del proprio valore. Serve un sindacato libero, autonomo, competente e vicino alle persone.
La FIT CISL continuerà ad essere tutto questo. Con la forza delle proprie idee. Con la qualità della propria rappresentanza.
Con la responsabilità che deriva dalla consapevolezza di rappresentare centinaia di migliaia di donne e uomini che, ogni giorno, fanno muovere l’Italia. È a loro che dobbiamo continuare a guardare.
È insieme a loro che continueremo a costruire il futuro del lavoro, dei trasporti e del nostro Paese e, non da ultimo, la nostra rappresentanza sindacale.