11 Aprile 2026
“Diciamo no senza ambiguità a qualsiasi ipotesi di gara che preveda la lottizzazione del servizio Intercity. Un servizio pubblico nazionale che oggi funziona grazie a un modello integrato: trasporto, vendita, manutenzione, pulizie, safety e attività amministrative operano in modo coordinato. Smontare questo sistema significa moltiplicare le interfacce, scaricare le responsabilità e aumentare i rischi operativi”: così dichiara in una nota la Fit-Cisl che aggiunge: “Le esperienze europee più critiche ci insegnano che quando si spezza l’unità industriale si producono inefficienze, peggioramento del servizio e pressione sui lavoratori. Non accetteremo che questo accada in Italia”.
Spiega ancora la nota: “Siamo contrari a una competizione costruita sul costo del lavoro al ribasso. Senza regole chiare, la gara rischia di diventare un meccanismo che apre la strada a dumping contrattuale, riduzione dei diritti e abbassamento degli standard di sicurezza e qualità”.
Per la FIT CISL ci sono tre condizioni non negoziabili: la clausola sociale piena e vincolante, che assicuri il mantenimento degli attuali livelli occupazionali; la clausola contrattuale che garantisca l’applicazione del CCNL Mobilità-Attività Ferroviarie; il mantenimento dell’assetto organizzativo integrato, senza spezzatini che mettono a rischio regolarità e sicurezza.
Il trasporto ferroviario non è un laboratorio ideologico: è un servizio essenziale, come ha ricordato più volte la Commissione di Garanzia per l’attuazione del diritto di sciopero. Chi pensa di frammentarlo, inseguendo logiche di corto respiro, si assume una responsabilità grave verso i lavoratori e verso il Paese.
“Se il Governo e le istituzioni non interverranno per correggere questa impostazione, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative di mobilitazione e di lotta necessarie, a tutela del lavoro, della sicurezza e del diritto alla mobilità degli italiani” conclude la Fit-Cisl.