Sabato 30 Maggio 2026 - 15:21

Sciopero Ferrovie, Mascia (Fit-Cisl): “Intercity è un servizio pubblico da rafforzare, non da spezzettare”

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Comunicati Stampa - Sciopero Ferrovie, Mascia (Fit-Cisl): “Intercity è un servizio pubblico da rafforzare, non da spezzettare”

30 Maggio 2026

“Le nostre richieste in merito al bando di gara che prevede l’assegnazione in tre lotti non equivalenti del servizio universale degli Intercity non sono negoziabili: lotto unico, clausole sociali e contrattuali vincolanti e CCNL come riferimento obbligatorio per tutta la filiera”: è quanto dichiara in una nota il Segretario Generale Fit-Cisl, Monica Mascia, a valle della proclamazione dello sciopero di otto ore del personale ferroviario e dei lavoratori degli appalti previsto l’11 giugno.
“In Ferrovia non scioperiamo dall’ultimo rinnovo contrattuale e la protesta –prosegue la nota – che pone all’attenzione dell’opinione pubblica un tema che riguarda l’intera collettività, si è resa necessaria di fronte all’assenza di risposte e alla mancanza di un confronto strutturato con le istituzioni competenti”.
“Non siamo contrari alla divisione in lotti per ragioni astratte o per una presa di posizione contro il principio della concorrenza. Il lotto unico – prosegue Mascia – garantisce universalità e qualità del servizio, tenuta occupazionale e coesione territoriale, assicurando il diritto alla mobilità anche nelle aree non coperte dall’alta velocità. Non si può sacrificare questo diritto a mere logiche commerciali e di mercato. Destrutturare il servizio universale Intercity significa smontare un sistema che oggi funziona perché è integrato. Se il principio della frammentazione trovasse applicazione, a pagarne il prezzo sarebbero prima di tutto le lavoratrici e i lavoratori, oltre che i cittadini, che si troverebbero con un sistema meno efficiente, un servizio potenzialmente meno regolare e una qualità complessivamente più bassa, con significative ricadute sull’occupazione”.
“L’esperienza della liberalizzazione del mercato ferroviario merci nel nostro Paese conferma questi timori: anziché generare benefici, ha prodotto una riduzione delle tutele per i lavoratori e una diminuzione complessiva del trasporto su rotaia. La frammentazione di un modello industriale integrato non ha funzionato né per i lavoratori, né per i cittadini, né per il settore” afferma il Segretario Generale Fit-Cisl.
“A questo si aggiunge un aspetto che va chiarito. Il ricorso alla gara e la frammentazione del servizio non possono essere presentati come un obbligo imposto dall’Europa, poiché proprio la normativa Ue consente allo Stato di adottare un modello unitario o fortemente integrato, quando più coerente con continuità territoriale ed efficienza del sistema”.
“Per tutte queste ragioni, e in mancanza di segnali concreti di apertura, abbiamo attivato la mobilitazione a difesa del lavoro, dei cittadini e del Paese, fermo restando che siamo disponibili da subito ad incontrarci con i responsabili del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per individuare, in tempi brevissimi, le soluzioni più idonee per tutti” conclude Mascia.

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