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21.02.2018
Portualità
Autoproduzione, sindacati: ribadiamo la nostra contrarietà

Le recenti dichiarazioni diffuse a mezzo stampa della neocostituita AssArmatori ci preoccupano in riferimento al richiamo della stessa alla liberalizzazione dell'autoproduzione nelle operazioni portuali e creano ulteriore confusione circa le competenze attribuibili all'Autorità di Regolazione dei Trasporti sulla materia marittimo/portuale.

In assenza del regolamento ministeriale che regola le concessioni portuali ex art. 18 della L. 84/94, e con i recenti tentativi dell'Art di entrare a gamba tesa su tale materia, appare quanto mai opportuno ribadire alcune riflessioni delle organizzazioni sindacali.

Sosteniamo infatti da sempre che l'autoproduzione debba essere autorizzata solo nei porti dove non sia possibile avvalersi dei lavoratori portuali, come già ribadito nei contratti di lavoro internazionali del settore marittimo, e comunque possa essere autorizzata per ogni singola toccata ed in presenza di navi dotate di mezzi adeguati alle operazioni da svolgere, con personale esclusivamente dedicato all'esercizio di tali operazioni, non fungibile, assunto con libretto di navigazione e aggiunto in tabella minima di sicurezza. Un'impostazione diversa metterebbe seriamente a rischio gli equilibri degli organici dei porti e sottrarrebbe lavoratori marittimi dal rispettivo compito, contrattuale e normativo, riferito alla conduzione e all'ordinaria manutenzione del mezzo nautico.

La nostra posizione è decisamente contraria ed intendiamo ribadirla con forza considerando che siamo alla vigilia del primo incontro per l'apertura formale del negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto marittimo, scaduto lo scorso 31 dicembre, oltre a quello dei lavoratori dei porti che arriverà a scadenza alla fine del 2018.

Le organizzazioni sindacali auspicano, invece, che il sistema di relazioni continuo tra le parti saprà cogliere i bisogni reali e complessivi in un contesto in continua evoluzione e, quindi, incentrato sul tema del suo rilancio "post crisi" e con quali regole contrattuali svilupparlo.